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Come posso essere certo che Dio in Cristo mi ha concesso il perdono dei peccati e la vita eterna?

Adi Reggio Calabria
Pubblicato da in - Riflessioni Bibliche ·
Tags: PeccatiPerdonoTimore
Alcuni credenti sono confusi ed incerti; altri hanno il timore di peccare di presunzione. Molto spesso, chi afferma di possedere la certezza della salvezza e la vita eterna in Cristo Gesù è considerato presuntuoso. Ma domandiamoci obiettivamente se non sia una manifestazione di orgoglio personale rifiutare di accettare le promesse e le dichiarazioni di Cristo stesso, il Quale ha adempiuto con la Sua vita, morte e risurrezione l’opera perfetta di redenzione per quanti L’accettano con fede. Gesù afferma: “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).
Il testo mette in luce cinque verità fondamentali sulle quali si basa la certezza di quanti, credendo in Gesù, si identificano con il Suo sacrificio espiatorio compiuto sulla croce del Calvario. Gesù dice: “In verità, in verità …” ed ogni qualvolta usa questa forma enfatica, tipicamente orientale, lo fa per richiamare l’attenzione del Suo uditorio sull’importanza di quello che sta per dire.

L’ASCOLTO DELLA PAROLA
“In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola…”. E’ Dio che parla. Gesù pronuncia queste parole, Egli è Dio “… manifestato in carne …” (cfr. I Timoteo 3:16). Egli è la verità (cfr. Giovanni 14:6) e richiama la nostra attenzione dicendo: “… Chi ha orecchi oda” (Matteo 11:14). Non si può separare la Sua Parola, la Parola di Dio, dalla Persona di Gesù: “… queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome” (Giovanni 20:31).
La Parola vivente (cfr. Ebrei 4:12) e la Parola scritta sono strettamente legate. Quando la Parola di Dio, come una spada acuminata, penetra nella coscienza, non dubitiamo più; sappiamo che è la Parola di Dio ed essa ci mette a contatto con la Persona del Signore Gesù Cristo. Non si possono rigettare o ricevere le Sue parole senza rigettare o ricevere Egli stesso.
Egli dice: “… Chiunque ode queste mie parole …” (Matteo 7:24). Si tratta di lasciarle penetrare, se si hanno “… orecchi per udire ….”. Non si tratta di studiare la Bibbia come un libro qualunque, ma di ricevere l’Evangelo nel proprio cuore, il che è tutt’altra cosa. Tali Parole danno la vita a chi le riceve come provenienti da Dio. Quale preziosa verità! Forse qualcuno dirà di non aver mai sentito Gesù rivolgersi a lui personalmente. Dio, però, ci parla mediante la Sua Parola: l’Evangelo.
“Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo” (Romani 10:17).
È per mezzo della Parola che lo Spirito Santo si rivolge alla nostra coscienza. La Parola, udita e ricevuta, rivela lo stato nel quale ci troviamo davanti a Dio: da qui nasce il ravvedimento, senza il quale, nessuno può essere salvato. L’opera può essere più o meno lunga, ma avviene sempre in “… chi ascolta la mia parola …”.
LA FEDE IN DIO
“Chi ascolta la mia Parola e crede in Colui che mi ha mandato …”.
Il valore di una parola dipende evidentemente da Colui che la pronunzia. Diffidiamo delle parole di certe persone perché abbiamo fatto l’esperienza che non dicevano sempre la verità. Potremmo mai dubitare della Parola dell’ “… Iddio vivente e vero …”? (I Tessalonicesi 1:9). “… Abramo credette a Dio …” (Romani 4:3). Paolo, in mezzo ai marinai terrificati dalla tempesta, gridò: “… ho fede in Dio …” (Atti 27:25). Puoi dire: “Ho udito le parole vivificanti di Gesù il divino Salvatore, quindi io credo in Dio?”. La fede ci mette in rapporto con Dio, Egli non è una probabile Entità Suprema e sconosciuta, ma è Colui che si è fatto conoscere, che si è manifestato, che ha rivelato la Sua volontà. Ha mandato il Suo Figliuolo sulla terra perché ci ama. È l’amore del Padre che ha dato e mandato il Suo Unico Figliuolo, il Suo Diletto per salvare dei colpevoli come noi! Egli lo ha mandato “… affinché, per mezzo di lui, vivessimo” (I Giovanni 4:9). Tutto viene da Dio. Eravamo morti nei falli e nei peccati ma Gesù è venuto a darci la vita, offrendosi in sacrificio per espiare i nostri peccati. Eravamo morti, e il primo effetto della fede è di farci sentire il peso dei nostri peccati. Un morto non sente il peso che gli si pone addosso, ma un addormentato si sveglia gridando: “Oh che grande peso!” ed ha quindi bisogno d’essere liberato. È così per l’individuo la cui coscienza è risvegliata: geme, pentito, finché il peso dei suoi peccati è tolto. Allora non c’è solamente la vita, ma anche la libertà.
LA VITA ETERNA
“Chi ascolta la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna .”. Colui che crede in Cristo ha, quindi, non “avrà”, o “può sperare di ottenere”, ma possiede la vita eterna. Hai udito la parola di Gesù? Credi in Colui che l’ha mandato? Se è così, hai la vita eterna: Gesù stesso lo promette.
Potresti anche rispondere: “Non lo posso affermare con certezza”. Vuoi allora attribuire più importanza ai tuoi sentimenti che alla Parola infallibile di Dio? Egli stesso lo dice, dichiara che possiedi la vita eterna. Questo non ti basta?
Forse, conosci l’aneddoto raccontato a proposito di Napoleone che stava passando in rassegna le truppe, quando, per distrazione, gli sfuggirono le redini del cavallo che stava per allontanarsi. Un soldato semplice si precipitò fuori dalle fila e, afferrate le redini, fermò il cavallo e lo consegnò con rispetto al sovrano. “Grazie capitano” – disse il generale. “Di quale reggimento?”, chiese il soldato. “Della mia guardia”, replicò Napoleone. L’uomo andò subito a raggiungere un gruppo di ufficiali. “Sono capitano della guardia”, disse il soldato, “Come, chi te l’ha detto?”, “È lui che me l’ha detto”. E indicò l’imperatore.
È Cristo stesso che dichiara che hai la vita eterna. Vi è forse al mondo un’altra autorità paragonabile alla Sua? Egli è supremo, assoluto e non si contraddice mai. Non devi attendere, non devi fare sforzi per ottenerla, è tua, afferrala!

LA LIBERAZIONE DAL GIUDIZIO
“Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio…”.
In Ebrei 9:27 è detto: “… è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio”. Ma chi ha creduto alla Parola di Dio possiede la vita eterna; anche se il suo corpo passa per la morte, la sua anima vive e attende, vicino a Cristo, la risurrezione di vita. Non ha nulla da temere dal giudizio. I riscattati da Cristo Gesù vanno verso la gioia e la gloria eterne. Qualcuno potrà dire: “Ma non è scritto che noi compariremo tutti davanti al tribunale di Cristo?” (cfr. II Corinzi 5:10).
È vero, ma non ci viene detto che i credenti saranno “giudicati”. Ciò sarebbe in contraddizione con la parola di Gesù. Il tribunale di Cristo, per noi credenti, è in rapporto ai premi del servizio compiuto quaggiù, non riguarda la vita eterna. Gesù, mio sostituto, ha subito al mio posto il giudizio sulla croce. Non posso dunque essere giudicato anch’io. Non vi è più giudizio perché Cristo ha espiato la mia colpa.
IL PASSAGGIO DALLA MORTE ALLA VITA
“… Ma è passato dalla morte alla vita”. Il credente era morto nei falli e nei peccati, morto come discendente di Adamo, morto moralmente in questo mondo ed è passato dalla morte alla vita, alla vita eterna. È stato perdonato in Cristo. Ecco l’ultima verità di questi benefici divini, acquisiti per sempre da tutti coloro che, avendo udito la Parola di Dio, hanno creduto. Egli ha mandato il Suo Unigenito Figliuolo per caricarsi dei nostri peccati e ci ha donato la vita eterna. Perciò, non passeremo in giudizio, ma siamo passati dalla morte alla vita.
Se quotidianamente prendiamo per buone e abbiamo fiducia nelle dichiarazioni dei nostri simili, non accetteremo molto più le dichiarazioni del nostro adorabile Salvatore? Questa logica di fede dona promesse a tutti coloro che credono in Cristo, per mezzo dell’Evangelo, facendole proprie nell’esperienza quotidiana.
Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito da ADI-MEDIA




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