Indebolito e Vulnerabile (Salmo 64) - Archivio - Adi Reggio Calabria

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Indebolito e Vulnerabile (Salmo 64)

Adi Reggio Calabria
Pubblicato da in - Riflessioni Bibliche ·
Mia moglie Jewel, mentre si trovava sulla piazza di un’antica città europea, si chinò a guardare un piccione che giaceva a terra e che aveva una sola zampa. Io mi ero intanto avventurato in una stradina laterale e lei, mentre aspettava il mio ritorno, si mise ad osservare come gli altri piccioni accorressero per attaccare quello che giaceva a terra ferito, un membro stesso della loro specie.
 
 
Senza il pronto intervento di mia moglie, il povero volatile sarebbe stato ben presto “beccato a morte”. “Proprio come nella vita”, pensai.
 
 
Quando ti trovi giù, abbattuto, gli altri ti saltano addosso. Perché? Perché siamo vulnerabili, una parola latina la cui radice, “vulner”, significa “ferita”. Una persona ferita come nel caso del povero piccione, è più sensibile ai pericoli perché già si trova in una condizione di debolezza.
 
 
Davide scrisse questo salmo durante un periodo di vulnerabilità, quando si sentiva insicuro, senza protezione ed esposto alle minacce e alle intimidazioni dei nemici.
 
 
È indifeso e impotente come un piccione con una sola zampa. Cosa possiamo fare quando le soluzioni umane non servono più? Chiediamo a Dio le Sue soluzioni, proprio come Davide.
 
 
 
Il mio problema è reale (v. 1)
 
 
Il salmo inizia con un’appassionata invocazione: “O Dio, ascolta la mia voce... Guarda la mia vita... “ (v. 1). All’inizio di un periodo difficile stentiamo a credere che quanto cerca di distruggerci sarà a sua volta annientato.
 
 
Così chiediamo a Dio di eliminare il male che si è avventato contro di noi, invece di chiederGli di proteggerci da esso.
 
 
In verità non sempre il Signore rimuove il pericolo, mentre ci protegge da quelle forze che tentano di annichilirci. Soltanto in seguito, con il passar del tempo, Dio darà il colpo di grazia ai nemici (vv. 7, 8).
 
A volte il Signore permette che i problemi rimangano quanto basta perché riusciamo ad elevarGli un salmo e perché Dio possa trasformare il nostro carattere, cambiare i nostri gusti e provvedere le occasioni che ci aiutano a ricordare i Suoi atti potenti in nostro favore.
 
 
La causa (v. 2)
 
 
C’è chi crede che la vita sarebbe migliore se tu non ci fossi? È doloroso ammettere di non essere desiderati. Davide nota il sarcasmo nella cospirazione contro di lui, che è una trama ordita da gente malvagia. Normalmente i colpi di stato sono all’insegna del segreto e della prudenza. Il complotto contro Davide, invece, è plateale perché i cospiratori credono che il re sia vulnerabile e senza forze, quindi, non hanno nulla da temere. C’è qualcuno nella tua vita che trama contro di te? Qualcuno che vuole defraudarti, manipolarti, e del quale tu avevi fiducia?
 
 
Il metodo (vv. 3-5)
 
 
Il complotto inizia con alcuni discorsi. L’immaginazione di Davide è vivida: “Hanno aguzzato la loro lingua come una spada” (v. 3). Le loro parole sono come frecce scagliate contro un bersaglio. All’innocente è teso un agguato ed egli non si rende conto del tranello, perché ha fiducia delle persone che lo circondano. Sono loro, i malvagi, che stanno un passo, anzi, molti passi davanti a lui. Essi hanno preordinato le loro mosse, “colpiscono all’improvviso, e non hanno paura” (v. 4).Hanno nascosto bene le loro trame.
 
 
L’atteggiamento (v. 6)
 
 
I malvagi pensano sempre di cavarsela: “Chi se ne accorgerà?... Abbiamo attuato il nostro piano”. Coloro che commettono il male sono sempre compiaciuti e sicuri di sé stessi.
 
Hanno considerato ogni dettaglio, preso in esame ogni opzione, e ora trasudano presunzione e arroganza. Anche noi abbiamo incontrato persone del genere nella nostra vita. Hanno tutte le carte in mano, sono sleali e approfittatori. Non lasciamoci scoraggiare e abbattere. Continuiamo a pregare con le parole di questo salmo. Esso non termina al versetto 6.
 
 
 
Anche la mia fede è reale (vv. 7-10)
 
 
Sì, i nostri problemi sono reali. E la nostra fede? Pensiamo che Dio lascerà impunito il male? Pensiamo forse che Egli rimarrà fermo e impassibile dinanzi all’ingiustizia? No.
 
 
Se i nostri nemici sono provvisti di frecce, anche il Signore le possiede (v. 7). Ma sono le frecce di Dio non le nostre. Coloro che sono vulnerabili e indifesi non devono fare altro che affidarsi a Dio.
 
 
Ti stai chiedendo se il Signore ha una buona mira? Leggi il versetto 7.
 
 
Pensiamo si tratti soltanto di una giustizia poetica? Leggiamo il verso 8.
 
 
Quale incredibile cambiamento di rotta! Poco prima i malvagi erano all’apice. Stavano vincendo. Ora, non sono più considerati: “Saranno fatti cadere; e il male fatto dalle loro lingue ricadrà su loro” (v. 8). La vergogna ha sostituito l’orgoglio. Alla fine sono rimasti sconfitti. Nel momento in cui Dio si adira contro i cospiratori, anche gli altri sono presi da timore. Dobbiamo prendere in considerazione questa realtà (vv. 9, 10).
 
 
Cosa stiamo cercando? La pace o la trama? La differenza tra le due è semplice: l’ultima nasconde segreti che, se vengono allo scoperto, arrecano distruzione, disperazione e morte. Gl’innocenti invece, non danneggiano nessuno; il loro scopo è costruire, e sono pronti a sacrificare il proprio benessere per riuscirvi.
 
 
Mia moglie, finché le fu possibile, protesse quel piccione ferito, poi dovemmo andar via. Speriamo che un altro protettore abbia preso il nostro posto. Quanto sono differenti le cose col Signore! Quando ci troviamo in uno stato di vulnerabilità, Egli non deve mai lasciarci per andare da qualche altra parte e quando riacquistiamo le forze, Egli continua a restare con noi, a guardarci e a prendersi cura della nostra vita.
 
 
 
George O. Wood, Sovrintendente Generale “Assemblies of God USA”



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