I Pastori - Adi Reggio Calabria

Chiese Cristiane Evangeliche
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Reggio Calabria
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I Pastori

CENNI STORICI
Pastore Gennaro Basile
Pastore Giulio Ielo
Pastore Carmine Monetti
Pastore Rocco Ruggiero
Pastore Davide Di Iorio
Pastore Giovanni Melara
Foto Convegno Pastorale Calabro del 1991


PASTORE CARMINE MORETTI

 
Carmine Monetti nacque a Cappelle, una frazione di Salerno, il 1° gennaio 1926 da un’umile famiglia di agricoltori;era il secondo di quattro fratelli e una sorella.Fu istruito nella conoscenza dell’Evangelo dalla mamma, appartenente alla famiglia Pagano, della comunità di Ogliara, un’altra frazione di Salerno, sorta nel 1923.Questa cristiana dalle doti spirituali eccezionali di fede, riuscì con l’aiuto del Signore ad inculcare nei figli la fede e la conoscenza dell’Evangelo, nonostante l’assoluta incomprensione del marito.
Testimoniò, col battesimo in acqua, la sua fede in Cristo vivente a Napoli il 6 marzo 1949 e, poco dopo, ricevette il battesimo nello Spirito Santo.
Si trasferì per ragioni di lavoro a Pompei, collaborando nell’evangelizzazione col conduttore del piccolo gruppo di credenti di quella cittadina, ostacolato con durissime persecuzioni del clero locale.
Carmine molto spesso visitava la nascente comunità di Salerno e chi scrive ricorda la sua prima meditazione biblica in un culto domenicale;fu allora che espresse il desiderio di servire per fede a pieno tempo il Signore. Nel 1951 fu nominato responsabile di quella comunità.
A Salerno il Signore benedisse il suo ministerio e, quando iniziò la Scuola Biblica, partecipò al quinto corso con buon successo. Il suo sviluppo nel ministerio fu evidente.
Lasciò la comunità di Salerno per trasferirsi a Reggio Calabria, dove da poco era sorta una comunità ADI e collaborò incoraggiandone il suo sviluppo.
Fu nominato dal Convegno Nazionale del 1955 “operaio itinerante” entrando così a “far parte automaticamente del Consiglio Generale delle Chiese”.
Questo incarico che durò due anni, aveva lo scopo di “incrementare l’Opera per una più profonda unità di fede tra le chiese”.
Divenne poi pastore della comunità di Boscoreale (Napoli) ormai numerosa, sorta per l’opera di evangelizzazione della comunità di Napoli.
Nel 1959 si unì in matrimonio con Debora Russo, una sorella della comunità di Roma, impegnata già nell’attività della Scuola Domenicale.
Nel 1961 accettò di trasferirsi a Firenze dove, nel frattempo, era sorta una comunità inizialmente composta da alcune famiglie pentecostali di origine campana.
Quello stesso anno fu eletto nel Consiglio Generale delle Chiese e nel 1963 fu eletto Tesoriere nazionale delle ADI, coadiuvato fedelmente dalla consorte attraverso tutti gli anni del suo impegno.
Per la sua ineccepibile amministrazione è stato riconfermato in ogni Assemblea Generale ADI fino al 1999 e, quando si dimise per ragioni di salute, fu nominato Consigliere onorario del Consiglio Generale.
Nel 1997, per le sue condizioni di debolezza fisica, si dimise da pastore della comunità di Firenze e, al suo posto, fu eletto Giuseppe Tilenni, il quale nel 1999 fu anche eletto Tesoriere nazionale delle ADI.
Intanto le sue condizioni fisiche si aggravarono a tal punto da non permettergli neanche di partecipare alle riunioni del Consiglio Generale, delle Assemblee Generali e dei convegni Pastorali, amabilmente sostenuto e curato dalla consorte, la sorella Debora, fino a novembre u.s., quando ella fu colpita da una grave forma di infermità che non le permise più di assisterlo.
I figli, che ormai si erano formati una famiglia, non potendo assisterlo nella forma dovuta, decisero allora di trasferirlo, almeno temporaneamente, fino alla guarigione della consorte, presso l’Istituto Evangelico “Ebenezer” di Corato (Bari).
Purtroppo le sue condizioni fisiche si sono degradate ulteriormente fino a quando, lunedì 4 Aprile il Signore, improvvisamente, lo ha richiamato a Sé.
Egli è stato uno dei protagonisti per circa cinquant’anni delle lotte e dello sviluppo delle Assemblee di Dio in Italia, con una dedizione ed una fedeltà inappuntabili.
 
                                                               
A seguire un estratto del mensile "Risveglio Pentecostale" datato dicembre 1953 nel quale a seguito della grande Alluvione che colpi la Calabria, il Pastore Carmine Monetti fu incaricato di visitare i luoghi sinistrati, raccontare i tragici fatti avvenuti e le storie di alcuni superstiti.
PASTORE GENNARO BASILE

Gennaro Basile nacque a Napoli il 29 aprile 1929.

Si convertì all’Evangelo all’età di 18 anni, per la testimonianza di suo fratello Antonio.
Da quando accettò il Signore nella sua vita, nutrì nel cuore un vivo desiderio di annunciare la Parola di Dio ai perduti. Pochi mesi dopo la sua conversione nel 1948, scese nelle acque battesimali e, dopo alcuni giorni, ricevette il battesimo nello Spirito Santo.
In quel tempo, lavorò insieme a suo padre Mattia nella gestione di un bar a Posillipo (NA).Non perse mai l’occasione di evangelizzare, iniziando proprio dai suoi ex amici, con i quali aveva in passato condiviso ben altre esperienze mondane.
Il fratello Aurelio Pagano, lo incoraggiò molto nel dedicarsi alla predicazione. Infatti, insieme con altri giovani, tennero inizialmente riunioni nelle case, formando gruppi di credenti, da cui sorsero delle vere Comunità alla gloria del Signore, come Pompei, Villa dei Misteri, Boscoreale e Sarno.Nell’anno 1953, sposò la sorella Marra Giovanna nella chiesa di Napoli.La sorella Giovanna aveva ricevuto, fin dalla sua tenera età, insegnamenti da genitori consacrati al Signore.All’età di soli 16 anni, fu battezzata nello Spirito Santo e serviva il Signore nella chiesa, suonando il pianoforte insieme al suo futuro marito che suonava il violino. I fratelli anziani responsabili della chiesa di Napoli, sentirono da parte del Signore d’inviare il f.llo Gennaro Basile in missione nella città di Reggio Calabria.
Il fratello Basile unitamente a sua moglie, incoraggiati anche dagli anziani, considerando questa proposta una risposta al desiderio del cuore e alle sue silenziose e private preghiere, con gioia diede la sua disponibilità nell’opera di Dio accettando l’incarico.
Inizialmente il distacco dalla chiesa di Napoli e dalle rispettive famiglie numerose, fu un po’ duro, ma il fedele Padre celeste non fece mancare il Suo aiuto, la Sua compagnia e le Sue benedizioni.
Il Signore non mancò di benedire il ministerio del fratello Basile, infatti, vi furono anime salvate, alcuni battezzati nello Spirito Santo, e diversi che erano posseduti da demoni vennero liberati.
Nell’anno 1957 la famiglia aumentò per la nascita di Maria. Dopo 6 mesi la piccola fu colpita da una grave infermità intestinale che le diverse cure mediche non riuscivano a sanare. I coniugi Basile assistevano al peggiorare delle condizioni della propria figlia, confidando unicamente nell’intervento divino.
Gennaro, trovandosi a Napoli in visita ai suoi genitori, presentò il bisogno della sua bambina alla chiesa di Napoli.I credenti pregarono il Signore, che non tardò di manifestare la Sua potenza: infatti la sera stessa la piccola Maria fu guarita completamente.
Nel suo cuore però si fece sempre più incessante il desiderio di frequentare l’Istituto Biblico Italiano a Roma, così partì nell’ottobre del 1957 per l’I.B.I.
Ritornato dopo circa 3 mesi, riprese il suo impegno nella chiesa con più vigore ed entusiasmo, arricchito maggiormente dell’esperienza realizzata presso l’Istituto Biblico.
Dopo alcuni anni, fu trasferito nella zona della provincia di Napoli, per prendersi cura della comunità di Torre Annunziata (NA) e, dopo alcuni mesi, anche quella di Boscoreale (NA) .
Messosi subito al lavoro, il Signore non mancò di benedire la Sua opera.Dopo qualche anno si prese cura anche della chiesa di Sarno (SA) e della missione di Siano (SA).
Fu eletto nel Comitato di Zona della Campania, impegnandosi a mantenere e consolidare i principi della fede, unitamente agli altri fratelli preposti.
Nonostante i molteplici impegni nell’opera, insieme a sua moglie Gianna, con l’aiuto del Signore, hanno educato i loro 5 figli nel timore di Dio.
Le prove, le afflizioni, le infermità non mancarono ma, avendo fondato la propria fede sulle verità della Parola di Dio e nella fedeltà del Padre celeste, con l’aiuto di Gesù il vero amico, tutte le difficoltà furono superate.
Il 16 gennaio 1995, il Signore chiamò nella Sua casa celeste il fratello Gennaro al riposo eterno, dopo aver combattuto e serbata la fede.
PASTORE GIULIO IELO
Giulio Ielo è tra le figure più rappresentative del movimento Evangelico Pentecostale Reggino.La mamma, una brava donna, frequentava la Chiesa Cattolica e si prodigava per il prossimo, aiutando chi era nel bisogno.Durante il periodo fascista, Papa Pio XII scomunicò i comunisti e siccome la famiglia Ielo fu da sempre antifascista, decise di non frequentare più la Chiesa Cattolica.Un giorno, il Signore  condusse Ielo nella Chiesa Evangelica Battista di Reggio Calabria e li, incuriosito e facendosi coraggio entrò e partecipò al Culto.Rimase sorpreso dal modo in cui si pregava e si adorava il Signore, e cosi iniziò a frequentare con costanza questa comunità Cristiana.
La conversione al Pentecostalismo avvenne tramite la conoscenza del Pastore Evangelico Pentecostale Salvatore Caruso che in quegli anni esercitava il Pastorato a Rosarno. La conoscenza avvenne tramite suo fratello in carne che a sua volta si era convertito all’Evangelo e frequentava la comunità condotta appunto da Caruso.La prima volta che partecipò ad un Culto Pentecostale fu grandemente colpito nel sentire parlare in altre lingue.In questa comunità conobbe anche altri fratelli che hanno speso la loro vita per il Signore, tra cui il caro fratello Andrea Palamara.
Un giorno fu invitato nella chiesa di Palmi che in quegli anni ospitava anche la comunità di Africo, trasferitasi a causa dell’alluvione del 1951 che distrusse la cittadina, e qui iniziò a chiedere il Battesimo nello Spirito Santo.
Successivamente incominciò a partecipare a delle riunioni che avvenivano nelle case di alcune famiglie di Africo, trasferitesi a Reggio Calabria in una zona denominata Contrada Lazzaretto di Condera, costituita da Baracche allora costruite per accogliere circa 1.000 abitanti di Africo sfollati a causa dell’Alluvione.
Da quel momento le riunioni, insieme alla sorella Paola Tedesco trasferitasi a Reggio Calabria, si intensificarono sempre di più, e in tanti iniziarono a convertirsi all’Evangelo.    
Ci si riuniva anche la sera nella casa della sorella Tedesco, e in uno di questi incontri, Ielo venne battezzato nello Spirito Santo e iniziò a parlare in altre lingue fino a tarda notte. Tornato a casa vide che una luce si era posata su sua madre mentre dormiva e cosi fu salvata anche lei.
Visto che la comunità cresceva sempre di più, Ielo e la sorella Tedesco, chiesero al Signore la presenza di un Pastore a tempo pieno e cosi arrivò il caro fratello Monetti che divenne il primo Pastore della comunità reggina.
Ielo era commerciante ambulante e grazie a questa attività il Signore gli diede la possibilità di andare in tanti paesi evangelizzando e portando la Parola di Dio.
Intanto la sorella Mimma (futura moglie di Ielo), insieme a sua sorella si trasferirono a Santo Stefano e li iniziarono ad evangelizzare. Cosi il fratello Ielo  iniziò a predicare e la Gloria di Dio si manifestò grandemente, tante anime si convertirono e ci furono molti Battesimi nello Spirito Santo.
La comunità di Reggio, sempre condotta dal Pastore Monetti, cresceva sempre di più e si affittò un locale a Santa Caterina.
Nel 1955  Monetti fu nominato Cassiere  delle Adi e al suo posto arrivò il caro fratello Basile. Ielo aprii una piccola comunità a Scilla che iniziò a curare insieme a quella di Santo Stefano.
Nel 1960 Basile fu trasferito e Ielo divenne il Pastore della comunità Adi di Reggio Calabria.
La comunità cresceva e il locale di via Santa Caterina non era più sufficiente e si trovò un locale più grande in via Filippini.  
Nel 1962 ci fu la possibilità di acquistare un locale in via Santa Lucia al Parco, e Ielo, grazie anche ad una offerta di alcuni fratelli di Reggio Calabria residenti negli Stati Uniti, lo comprò; la comunità ebbe a disposizione un locale più grande che permise di accogliere ancora un maggiore numero di fratelli.
Dopo qualche anno, dalla comunità ne nacque una seconda che si trasferi in un altro locale di culto sito in via Tito Minniti. Ielo ne divenne il Pastore , mentre il fratello Ruggero divenne il Pastore della comunità di Via Santa Lucia. Grazie alle due comunità, l’opera del Signore si poté sviluppare ancora di più e in tanti aprirono il cuore a Gesù.
Successivamente la comunità di Via Santa Lucia condotta nel frattempo dal Pastore Davide Di Iorio si trasferi nel nuovo locale di Culto di Via San Giuseppe e Ielo insieme alla seconda comunità ritornò nella Chiesa che aveva contribuito ad aprire.
Il suo Pastorato in via Santa Lucia continuò fino alla fine degli anni 80 per poi lasciare il posto al Pastore Corrà.   
Giulio Ielo continuò a ben coniugare le attività del Signore con la sua professione di commerciante. Ci furono anni in cui la domenica conduceva ben 4 culti (Santo Stefano, Melito, Pellaro e Reggio Calabria).Prosegui nel portare avanti l’opera e ad aprire piccole comunità Evangeliche in molti paesi della provincia. Tra le varie comunità si ricordano in modo particolare Polistena e Taurianova.
Giulio Ielo è una figura carismatica dell’opera Cristiana Pentecostale di Reggio e provincia.Il Signore lo ha benedetto donandogli anche una moglie che lo ha affiancato in tutta la sua vita dedita al Signore.
Ancora oggi, nonostante gli anni e qualche problema di salute, viene spesso invitato a predicare in tante chiese di tutta la provincia di Reggio Calabria.
 

PASTORE ROCCO RIUGGERO
Ho vissuto a Scordia presso i miei nonni e zii paterni. Erano credenti e mi parlavano del Signore con tanto amore. Ricordo in particolare, mia nonna Maria che pregava ogni giorno per una malformazione che avevo, da bambino, alla gamba sinistra. Le sue insistenti preghiere furono esaudite e miracolosamente la mia gamba guarì. Crescendo mi avvicinai al Signore e, nel 1947, all’età di quattordici anni, scesi nelle acque battesimali. Quindi, ritornai a Mineo, mio paese natio, e con zelo cominciai a testimoniare del Signore. Ciò suscitò l’ostilità dei paesani e ,soprattutto,del prete nei confronti della mia famiglia. Pertanto fui costretto a lasciare Mineo e trasferirmi a Catania. Avevo appena sedici anni, provenivo da un piccolo paese e la vita in una città a me sconosciuta, senza l’affetto e l’assistenza della mia famiglia, fu dura e piena di stenti. Non avevo un lavoro fisso e spesso, ero costretto a saltare il pasto giornaliero. Tuttavia il Signore non mi abbandonò mai e non permise che io “ a c c a tt a s si il p a n e ” perché mi provvide più di una volta attraverso l’ accoglienza sincera di alcune famiglie veramente figliuoli di Dio. Intanto frequentavo la chiesa di Via Iuvara e con alcuni giovani, inviati dalla chiesa, andavamo ad evangelizzare i paesini etnei. Durante il servizio di leva a Palermo conobbi la mia futura moglie e il Signore mutò le situazioni contrarie in benedizioni. In quel periodo il fratello pastore Mascali mi incoraggiò a frequentare la scuola biblica, con la visione divina che questa fosse la mia strada. E alla fine del mio percorso di studi biblici ci sposammo e, accettammo insieme per fede, la nuova vita del ministero pastorale nel Molise, nella città di Campobasso. Furono anni benedetti e indimenticabili. Il Signore ci donò tre figli e la Sua provvidenza non ci fece mai mancare il pane quotidiano. Diverse anime si convertirono al Signore e sorsero nuove diaspore. Dopo 11 anni di benedetto ministero a Campobasso, accettai con la mia famiglia, di servire il Signore nella comunità di Reggio Calabria . Furono quattro anni di prezioso servizio, dopo i quali mi fu proposto il trasferimento a Siracusa. Ubbidienti al Signore, io e la mia consorte, servimmo il Signore nel siracusano per circa 36 anni con la Sua costante guida e forza. Guardando a ritroso negli anni ringrazio con tutto il cuore il Signore per la Sua assistenza e preziosa guida, nonché per la compagna che mi pose accanto che mi fu sempre un aiuto convenevole. Egli ha risposto alle preghiere intervenendo miracolosamente in diverse occasioni su piccoli fanciulli e su adulti colpiti da mali incurabili. Le ultime comunità che ho avuto l’onore di servire sono state quelle di Floridia e Solarino, tra l’altro quella di Floridia nacque conseguentemente alla celebrazione di un funerale. In cinquanta anni di ministero, non sono mancate le prove, le tempeste e le tribolazioni ma altrettante sono state gloriose le liberazioni e le benedizioni che mi hanno sorretto, sostenuto e accompagnato fino ad oggi alla veneranda età di circa 84 anni. A Dio, Padre del nostro Redentore e Salvatore Gesù Cristo, sia tutta la lode e la gloria da ora e per l’eternità.
PASTORE GIOVANNI MELARA

Nacque in Delianuova (RC), ridente cittadina Aspromontana, il 29 Giugno 1925, in una famiglia di artigiani, dove gli furono inculcati i giusti valori morali e religiosi.
Partecipò in modo assiduo alla vita del suo paese, imparando uno strumento e suonando insieme al padre nella banda musicale e collaborò con la sua famiglia per portarla avanti nel periodo della seconda guerra mondiale, recandosi a piedi da Delianuova a Bagnara Calabra (RC) per vendere le scarpe prodotte dal padre.
Continuò a seguire queste strade fino ad alcuni incontri che cambiarono completamente la sua vita.
Come tanti ragazzi della sua epoca, imparò il mestiere di sarto e iniziò la sua vita lavorativa, girando la Calabria per insegnare “Taglio e Cucito”.
Durante il suo periodo di permanenza in Rossano Calabro (CS), incontrò una ragazza che diventò poi sua moglie.Dopo il matrimonio si trasferirono a Reggio Calabria dove, attraversando grosse difficoltà economiche,  iniziarono la loro vita coniugale e lavorativa.
Passarono gli anni e il loro desiderio di avere figli non si realizzava.
A questo punto della sua vita, il piano divino iniziò la sua opera:conobbe il fratello Mario Mollica, cristiano evangelico, collega di lavoro, che gli parlò di Gesù, del Suo amore, della Sua Grazia, di quello che ha fatto per tutti gli uomini e che poteva fare anche per lui.
Rimase affascinato dalla figura di Gesù e iniziò a frequentare le riunioni di culto in  angusti locali nella zona di Santa Caterina e, successivamente, in via Filippini. Iniziò a leggere con assiduità la Bibbia e pregò l’Iddio vivente e vero in spirito e verità, scoprendo la Verità nella Persona Divina di Gesù Cristo.
Si avvicinò sempre di più al Signore e lo accettò come suo personale Salvatore, anche se la sua famiglia cercò in tutti i modi di ostacolarlo; ma il desiderio di servire il Signore continuò a crescere nella sua vita. Nell’agosto del 1957 realizzò la promessa del battesimo nello Spirito Santo, prima ancora di essere battezzato in acqua in ubbidienza alla Parola del Signore, dal pastore Gennaro Basile, .
Nel suo cuore crebbe sempre di più il desiderio di avere figli, essendo passati già otto anni dal suo matrimonio,  e chiese questo miracolo al Signore, che gli parlò attraverso la Bibbia nei versi di Luca 13:8, 9: “Ma l'altro gli rispose: «Signore, lascialo ancora quest'anno;gli zapperò intorno e gli metterò del concime.Forse darà frutto in avvenire;se no, lo taglierai»".
Credette fermamente che quella fosse la risposta di Dio alle sue preghiere e, quando, nel settembre 1959, nacque il primo dei suoi tre figli, comprese che il Signore è “L’Iddio dei Miracoli”.
Continuò con grande umiltà, aspetto e caratteristica del suo carattere e della sua vita, trasformata dal suo incontro con Gesù, a fare la volontà del Signore, che l’ha portato avanti senza fargli mai mancare nulla, anche se la sua fede evangelica, cui non si vergognò mai di appartenere, lo fece escludere da concorsi vinti in alcune Pubbliche Amministrazioni.
Fece il sarto per tutta la vita e il suo laboratorio fu una fucina di tanti uomini di Dio e un modo, forse inconsueto, di evangelizzare, un punto dove trovare una parola dolce e di conforto per tutti quelli che ne avevano bisogno.
Chi l’ha conosciuto lo definiva un uomo di Dio,  e questo è stato per la sua famiglia e per la Chiesa di Reggio Calabria, che servì prima come unico monitore di Scuola Domenicale, poi come Consigliere e,  per diversi anni, come Conduttore.
In uno dei suoi ultimi sermoni, nel 1996, lo Spirito Santo lo spinse a parlare sul versetto di Galati 1:24: “E PER CAUSA MIA GLORIFICAVANO DIO”, dove ha lasciato a ognuno di noi, che l’abbiamo conosciuto, un importante insegnamento sul come comportarci nei confronti degli altri.
Ha lasciato il buon profumo di Cristo a tutti quelli che l’hanno conosciuto;il Signor Gesù fu sempre il suo punto di riferimento e visse per vedere realizzata la promessa della Bibbia: “Credi in Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia”.
Negli ultimi anni della sua vita soffrì nel fisico, ma cercò sempre di portare avanti quello che il Signore gli aveva comandato:essere un suo fedele servitore.
E tale rimase fin quando il 2 giugno del 2009 il Signore l’ha chiamato a “casa”.
 

PASTORE DAVIDE DI IORIO
Davide Di Iorio è nato il 26 giugno 1956.Cresciuto in una famiglia cristiana evangelica delle “Assemblee di Dio in Italia”(ADI), ha ricevuto insegnamenti cristiani e,  giovanissimo, è nato di nuovo l’1 novembre 1970 in un’evangelizzazione dell’Evangelista H. Herman dopo diversi appelli divini preparatori. Subito dopo è stato battezzato con lo Spirito Santo il 14 dicembre 1970 e in acqua il 25 dicembre dello stesso anno.Nel 1973 e 1974 è stato chiamato a fare da monitore nella Scuola Domenicale della Chiesa di Napoli ricevendo in quel tempo la chiamata divina al ministero e iniziando a predicare nel 1973 nella propria Chiesa e nella zona del napoletano.
Dopo il diploma, ha frequentato l'Istituto Biblico Italiano (IBI)delle "Assemblee di Dio in Italia" (ADI) negli anni 1975 e1976 e, al termine degli studi,  ha sentito di dovere servire il Signore come pastore a tempo pieno delle ADI.
Ha iniziato il suo ministero pastorale contemporaneamente al matrimonio con Enza D’Aquino,  della chiesa di Scordia (CT), che ha conosciuto quando ambedue hanno frequentato l'IBI a Roma.Ha collaborato con il pastore delle Chiese di Firenze e Prato dall'Ottobre 1977 al Febbraio 1979 e visitato regolarmente le Comunità della Toscana.In seguito ha condotto le Comunità d’Ascoli Piceno e Teramo dal Marzo 1979 all'Ottobre 1980, facendo opera d’evangelizzazione e tenendo culti in S. Egidio alla Vibrata (TE),  Giulianova (TE),  S. Benedetto del Tronto (AP) e Grottammare (AP),  dove sono nate Comunità ADI.
Dall'1 novembre 1980, ha pasturato la Comunità di Reggio di Calabria dove per grazia di Dio ha potuto vedere la crescita della Chiesa che rese necessaria la costruzione di un ampio nuovo luogo di culto nel 1988, la produzione del programma TV e radio "Abbiate fede in Dio" e la trasmissione on line del culto domenicale sul sito della Chiesa www.adi-rc.org dal 2002 in poi.Dal marzo 1999, ha anche condotto la Chiesa di Reggio Calabria-Pellaro.
Nella maturità degli anni, dal 14 marzo 2010, dopo trent’anni di cura pastorale della Chiesa di Reggio Calabria e dieci della Comunità di Reggio Calabria - Pellaro, ha avvertito la chiamata divina a trasferirsi a Napoli per condurre la Comunità di provenienza di via Fra Gregorio Carafa,  13, che lo ha richiesto come proprio pastore.
Attualmente è impegnato nel ministero pastorale della Chiesa locale e in quello evangelistico con i mass media attraverso le dirette internet sul sito  www.adinapoli.it (dal 22 gennaio 2012),  radio con Radioevangelo su 102, 800 MH (dal 21 ottobre 2012) e TV (dal 22 marzo 2014) del culto di evangelizzazione domenicale delle 18, 30. Dalle dirette si trae il programma: "Tutto è possibile" trasmesso in emittenti radio e televisive e su You Tube. Produce anche "E ci insegnava le Scritture", un programma TV di istruzione biblica per tutti.
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