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Liberazione dalla bestemmia - Cristiani evangelici pentecostali ADI RC



 

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dal 26 Marzo 2004

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Sono redatti dal pastore D. Di Iorio.



LIBERAZIONE DALLA BESTEMMIA

 (prima parte)

 

La parola bestemmiare, nel suo significato primitivo, denota ogni genere di maldicenza e calunnia;ma nel senso ristretto Scritturale, ed anche nell'uso comune,indica un detto irriverente ed ingiurioso,concernente Dio o qualcosa del Suo nome ed attributi.

In Israele la Legge di Mosè comandava: "Non bestemmierai contro Dio e non maledirai il principe del tuo popolo (Esodo 22:28). Il Pentateuco,la raccolta dei primi cinque libri biblici, riferisce di un bestemmiatore che fu punito drasticamente : “Il figlio di una donna israelita e di un Egiziano, trovandosi in mezzo a degli Israeliti, venne a diverbio con un figlio d'Israele.Il figlio della israelita bestemmiò il nome del SIGNORE e lo maledisse; perciò fu condotto da Mosè. La madre di quel tale si chiamava Selomit ed era figlia di Dibri, della tribú di Dan.Lo misero in prigione, in attesa di sapere che cosa il SIGNORE ordinasse di fare.E il SIGNORE parlò a Mosè, e gli disse:"Conduci quel bestemmiatore fuori dal campo; tutti quelli che lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapidi” (Levitico 24:10 – 14).

Anche altre legislazioni antiche prevedevano punizioni per bestemmie indirizzate ad Autorità civili o religiose;tuttavia ancora oggi bestemmiare viene definito nei dizionari come:”Offendere la divinità con espressioni ingiuriose”.

L'articolo 724 del Codice Penale, preparato poco tempo dopo la firma del Concordato fra Stato e Chiesa ( l'11 febbraio 1929 ), recita: "Bestemmia. Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le persone venerati nella religione dello Stato è punito con l'ammenda da L.20 a 600 mila".Una testimonianza di come non era, almeno ufficialmente, accettato un certo modo di parlare scurrile ed osceno in tempi non lontanissimi.

Con la venuta di Cristo Gesù l'accento si è spostato dalla repressione alla responsabilizzazione: evitare che Credenti diano occasione di bestemmiare a non Credenti.Vari sono gli inviti biblici in proposito;quello di Paolo ai Romani : (2:24); quello dello stesso Apostolo ad un suo collaboratore perché ammaestri le spose cristiane :”a essere sagge, caste, diligenti nei lavori domestici, buone, sottomesse ai loro mariti, perché la parola di Dio non sia disprezzata” (Tito 2:5).

Una maniera di esprimersi che in tempi passati distingueva i derelitti delle Nazioni, è oggi realtà di vita;quasi che la depauperazione culturale del Paese sia dimostrata anche da questa trasformazione del linguaggio!

Tale cambiamento è evidente nei vari aspetti della vita: in passato negli scritti le parolacce erano sostituite da puntini di sospensione, oggi quasi più nessuno lo fa.Nei film c'è largo spazio al turpiloquio e alle conversazioni lascive; è considerato un punto di forza, per un maggiore successo, introdurre alcune oscenità.

Qualcuno obietterà che il linguaggio blasfemo è stato sempre presente nel corso degli anni;il problema è che si è all'osceno,una metamorfosi è in atto.

Il tifo durante le manifestazioni sportive c'era già ai tempi dei Greci e dei Romani e anche prima; oggi si è però all'uso del linguaggio scurrile e della bestemmia come normale modo di entusiasmo sportivo.Anche per questo Tertulliano scriveva come apologia del Cristianesimo:”Voi ci accusate di nasconderci come topi.Ora noi siamo presenti ovunque.Abbiamo le vostre stesse attività,gli stessi cibi,gli stessi vestiti.Rifiutiamo solo di frequentare i templi e gli spettacoli dell'anfiteatro”.

C'è poi in atto un uso sfrenato della "pornografia verbale";si costata che un po' tutti usano il turpiloquio con chiara allusione al sesso;molti usano parole volgari relative all'attività sessuale quasi tutte le volte che aprono la bocca.

Il cambiamento è evidente anche nei rapporti interpersonali:alle usuali espressioni di imprecazioni degli anni passati, sempre peccaminose, è subentrato un linguaggio blasfemo. Qualcuno soltanto si addolora per questo; molti credono addirittura che in fin dei conti sia un bene per l'uomo bestemmiare.Alcuni Terapisti del nervosismo nel passato hanno insegnato che era meglio sfogare il proprio nervosismo, anche con la bestemmia, se se ne sentiva il "desiderio - bisogno".Molti hanno accettato con gioia questa legittimazione pseudo-scientifica;in ogni caso le attuali ricerche sociologiche ribaltano il concetto: l'ira mette radici più profonde e si alimenta da sola.

Dunque il Saggio biblico aveva ragione: "La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l'ira" ( Proverbi 15:1 );no! la bestemmia non aiuta a liberare dall'ira.

Imprecazioni, linguaggio blasfemo ed osceno, aggressione verbale, non possono sostituire o essere preferite all'aggressione fisica né costituire un modo per sfogare sentimenti accumulati come la frustrazione. Diceva il paziente Giobbe: ”Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, la grandezza del riscatto non ti spinga a deviare!” ( 36:18).

(seconda parte)

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