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Liberazione dal pensiero moderno abortista - Cristiani evangelici pentecostali ADI RC



 

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dal 26 Marzo 2004

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Sono redatti dal pastore D. Di Iorio.



Liberazione dal pensiero moderno abortista

  (prima parte)

Ancora oggi intere Nazioni usano l'aborto come mezzo di controllo delle nascite;per esempio in Cina dove lo Stato incoraggia il figlio unico;le vittime sono pari ad un'intera nazione di media densità demografica.In un altro paese orientale,il Giappone,per scelte individuali e non statali, esiste una posizione analoga; si calcola che il 30% dei concepimenti finiscono con l'aborto. Nell'Occidente la situazione non è migliore. In Svezia, per esempio, l'aborto è permesso dal 1946 per "ragioni mediche, sociosanitarie, umanitarie ed eugenetiche o quando il feto ha riportato lesioni". In pratica oggi è un sistema socialmente accettabile per la limitazione della prole.

Il primo paese a legalizzare questo tipo d'intervento fu l'URSS, nel 1920,Stato oggi scomparso e scomposto in più realtà.

Comunque, non tutti gli aborti vengono eseguiti perché i nascituri potrebbero venire alla luce con difetti fisici, mentali, o per stupro o incesto.

Anticamente il controllo demografico non era considerato un problema;le autorità erano contente dell'aumento numerico perché questo significava un esercito numeroso e quindi potere.

Gli aborti venivano usati solo per i figli di relazioni illegali.

In ogni modo si è a conoscenza che nell'antica Atene "la volontaria limitazione delle nascite era all'ordine del giorno, ed era realizzata sia mediante sistemi preventivi, sia mediante aborti o infanticidi". Uno storico riferisce che nell'impero romano "le donne desideravano di essere più sessualmente che maternamente belle; il desiderio della libertà individuale agiva in contrasto con le esigenze della razza. Di quelle che si sposavano, la maggioranza limitava l'accrescersi della famiglia con l'aborto, l'infanticidio … le pratiche antifecondative".

Dagli Ebrei i figli erano considerati segno di benedizione: "Ecco i figliuoli sono un'eredità che viene dall'Eterno; il frutto del seno materno è un premio" (Sal.127:3) .

 

IL PENSIERO ATTUALE

 

In questo soggetto molto dipende dalle definizioni .

Per esempio: quando ha inizio la vita? Le opinioni divergono a seconda dalla posizione pro o antiabortista.

Quando uno spermatozoo unisce i suoi 23 cromosomi con ugual numero di essi nell'ovulo, viene concepita una vita nuova.

Fin dall'istante del concepimento vengono stabiliti sesso e altre caratteristiche non più modificabili. Per gli antiabortisti, quindi, la vita comincia in quel momento e perciò ogni aborto provocato è omicidio. Citano luminari medici che dichiarano che a sei mesi il feto può vedere, udire, provare emozioni, gustare ed anche imparare. Non è solo una sostanza gelatinosa, quindi.

Gli abortisti invece ritengono che la vita ha inizio circa 20 settimane dopo il concepimento. Solo da allora, fanno notare, la madre comincia ad avvertire i primi movimenti del feto e questo può nascere vivo. Essi ritengono che finchè un individuo dipende completamente dalla madre, non è una persona.

 

La legislazione sull'aborto è diversa a seconda dei Paesi.

In Italia è regolato dalla legge 194. La decisione di abortire è presa dalla donna che può richiedere d'interrompere la gravidanza. I medici possono essere obiettori e rifiutarsi di farlo. Sondaggi recenti hanno rilevato che una grossa percentuale d'italiani ritiene che alla decisione della donna dovrebbe affiancarsi quella dell'uomo e che il previsto periodo dei giorni per ricorrere all'aborto vada ridotto.Periodicamente si chiede una revisione restrittiva od estensiva della Legge,a seconda dei convincimenti laici o meno e finora inutilmente.

In Gran Bretagna il nascituro non è riconosciuto essere umano fino a che lascia il grembo materno. Da allora, anche se il cordone ombelicale rimane intatto, uccidere quella creatura è reato.

Negli USA dopo 16 anni di diritto all'aborto praticamente senza restrizioni, la Corte Suprema ha stabilito che i 50 Stati Americani hanno diritto di decidere o no nuovi e più severi limiti.

 

LE CONSEGUENZE DELL'ABORTO

 

Fisiche . Dopo un aborto eseguito nei primi mesi di gravidanza, la donna avverte debolezza e può avere nausea, crampi e forse emorragie.

I pericoli, in ogni modo, sono generalmente proporzionali all'età del feto. Il tempo di nove mesi di gestazione è spesso diviso a fini medici in tre trimestri. Nel primo il feto è generalmente estratto con un aspiratore, ciò richiede breve tempo. Nel secondo può essere smembrato per estrarlo o è usata un'iniezione. Normalmente è richiesta una breve degenza ospedaliera. Nel terzo l'unico modo d'intervento può essere l'incisione dell'utero per tirare fuori la creatura che si sta sviluppando.

A gravidanza avanzata i segni dell'interruzione possono durare una settimana.

Il livello ormonale, infatti, si abbassa. Dolore al petto e un senso di depressione possono verificarsi.

Psichiche ed emotive . Gli esperti ritengono che possono realizzarsi anche più tardi ed avvertire turbamenti per lungo tempo.

La religione buddista affronta questo in modo insolito. Sono poste delle statuette di plastica, gesso o pietra - che rappresentano i bimbi soppressi - nei templi. Nel corso dei riti sono poi affidati a Jizo, il protettore buddista dei bambini. I genitori possono così chiedere perdono a questa divinità.

Familiari . Si è salutato il diritto all'aborto, insieme alla contraccezione, come la più importante conquista delle donne, ma spesso si dimentica il diritto del compagno a contribuire nella decisione. L'uomo anche soffre, sente il vuoto, avverte turbamento.

Spirituali . Il Signore perdona ogni peccato: "Il Sangue di Gesù, suo Figliuolo ci purifica da ogni peccato" ma le "Conseguenze restano". Davide pecco d'adulterio e fu mandante d'omicidio, Dio lo perdonò ma il re incontrò spesso sul suo cammino gli effetti dei peccati commessi.

 

LE POSIZIONI RELIGIOSE DIVERGONO

 

La Chiesa Cattolica Romana è contrario all'aborto. Nel 1869 Papa Pio IX stabilì la pena della scomunica per aborti eseguiti in qualsiasi tempo della vita dell'embrione.Pio XII nel 1951 riconfermò: "Ogni essere umano, perfino il bambino nel grembo della madre, riceve il diritto alla vita direttamente da Dio, non dai genitori".L'attuale Pontefice ha più volte ribadito l'illeicità di aborto e contraccezione.

 

L'ebraismo moderno è diverso dall'antico; un Rabbino ha dichiarato: "Il feto è ignoto, futuro, potenziale parte dei segreti di Dio" e un altro che la vita "Comincia fin dalla nascita. Non consideriamo omicidio la soppressione del nascituro".

La Chiesa primitiva .

Gli storici riferiscono che ci si attaccava fortemente ad un rigido codice morale che suscitava rispetto per la santità della vita.L'aborto e l'infanticidio erano proibiti ai Cristiani come equivalenti dell'assassinio.Esistono alcuni documenti.

Nella "Lettera di Barnaba" si legge(100 -132 d. C.): "Non ucciderai il bambino con l'aborto e non la farai morire appena nato".

Nella "Didachè" o Dottrina dei dodici apostoli (150 d. C.) è scritto: "La via della vita è questa: "Non ucciderai il bambino con l'aborto, non lo sopprimerai appena nato".

 

La Chiesa del tempo dei cosiddetti Padri della Chiesa.

Nell' ”Apologia del Cristianesimo" di Tertulliano (197 d. C.) si legge: "A noi Cristiani l'omicidio essendo una volta per tutte proibito, non ci è neppure consentito di distruggere la creatura concepita nell'utero materno, fino a che il sangue scorre nell'essere umano. E' un'anticipazione d'omicidio impedire la nascita, né importa che si sopprima un'anima già nata o quando sta nascendo. E' già uomo chi sta per divenirlo".

Nella "Lettera di Anfilochio, di Basilio" (347 d. C.) si apprende: "Colei che ha deliberatamente soppresso un feto sconterà la pena per l'omicidio. E qualsiasi pedante distinzione in quanto a se il feto era formato o no è per noi inammissibile".

 

(seconda parte)

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