Cerca nel sito:
 


Liberazione dall' alcolismo - Cristiani evangelici pentecostali ADI RC



 

Statistiche


dal 26 Marzo 2004

Articoli

Benvenuto nella sezione Articoli. Scegline uno dalla lista qui in basso.
Sono redatti dal pastore D. Di Iorio.



L'ALCOLISMO

(prima parte)

Una piaga sociale ormai dilagata in tutto il mondo.

Se ne discute poco ma si tratta di un male subdolo e dannoso quanto la droga. Gesù Cristo è il vero Liberatore degli alcolisti.

Se una malattia è l'alterazione della funzione o della struttura di qualsiasi organo o parte del corpo contrassegnata da certi sintomi riconoscibili, allora l'alcolismo è una malattia.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è d'accordo, con essa organismi governativi e medici di molte nazioni.

LO SVILUPPO DELLA MALATTIA.

L'alterazione della funzione c'è e a diversi livelli: fisico, mentale, emotivo ed anche spirituale. Anche i sintomi sono riconoscibili e danno l'indicazione delle tre fasi che caratterizzano un alcolizzato: iniziale, media ed avanzata.

Inizialmente ci sono vuoti di memoria e la fretta di consumare subito un bicchierino e poi un altro.

Durante il periodo successivo si verificano tentativi di non continuare più o negare addirittura il vizio, la malattia. Si verifica anche la perdita episodica del proprio controllo.

Nell'ultimo stadio ansie, paure, incubi, deliri, totale smarrimento dell'autocontrollo.

I dati sono allarmanti . Aumenta l'alcolismo nei giovani, ripete l'OMS. Su loro pesa molto il modello di vita dei giovani americani proposto ed amplificato dall'attuale società delle comunicazioni in maniera spes so distorta. Un esperto di quest'organizzazione ha dichiarato: "Cinema, mass media, pubblicità hanno abituato ad associare il consumo d'alcolici all'eroismo, alla ricchezza, ad una vita di successo e questo ha finito per condizionare moltissimo i giovani".

Sono soprattutto loro, i giovani, a bere. Cominciano presto e man mano aumentano le dosi. Un indagine condotta in Italia, a Bologna, ha fatto emergere che a 14-16 anni il 2,4% dei maschi arriva ad un litro di vino il giorno. Fra i 17 e 21 anni questa percentuale passa all'8,7% . Ma c'è chi beve anche di più. I ragazzi bevono di più ma le ragazze consumano più farmaci e la miscela con l'alcool è micidiale.

Consumati soprattutto per calmare ansia e depressione, gli psicofarmaci sono usati non solo dalle ragazze, ma anche dai maschi. Motivo: stanchezza, svogliatezza, voglia di "svegliarsi". Per dormire, poi, devono prendere qualcosa contro lo stress.

La combinazione alcool-psicofarmaci è la porta d'ingresso al mondo della droga. Nell'uno e nell'altro caso, infatti, il meccanismo è lo stesso: delegare ad una sostanza la soluzione dei problemi senza così affrontarli. L'alcool miete vittime ovunque. Negli U.S.A. furono accertati dati che lo fanno fattore determinante nel 30% dei divorzi e delinquenza minorile, 55% di lite e violenze domestiche, 90% d'abusi all'infanzia.

Si è discusso se è vero o no che alcuni sono predisposti all'alcolismo. Pur senza giungere a conclusioni definitive e rigorosamente certe, alcuni studi hanno rilevato che i figli degli alcolizzati sono quattro volte più soggetti all'alcolismo dei figli dei non alcolizzati. Anche quando ad allevarli, poi, ci sono stati dei genitori adottivi.

Inoltre in giovani nella cui parentela ascendente c'erano stati alcolizzati, si sviluppavano consistenti concentrazioni d'acetaldeide appena consumavano alcool. Questa sostanza

che è prodotta quando il corpo scompone l'alcool ingerito, pare accentui la sensazione d'ebbrezza dell'alcool, finendo poi a fornire un più forte stimolo a bere ancora.

L'ubriachezza è dovuta ad un eccessivo bere e può essere solo episodico. L'alcolizzato fa "sempre" fatica a controllare la quantità dell'assunzione d'alcool.

 

(seconda parte)

 

Torna indietro

 

 

ddf

 

 


Copyright © 2004-10 A.D.I. Reggio Calabria