LINO BARILLA'
Gesù al primo posto
Il Signore sia lodato. E' motivo di gioia per me poter
testimoniare che il Signore è buono e la Sua benignità
dura in eterno. Egli fino a questo momento non mi ha
fatto altro che del bene ed è mio piacere condividere
con voi il modo in cui Dio ha voluto farsi conoscere da
me. Potrei dividere la mia vita in due parti: prima
dell'incontro con Gesù e dopo. Prima dell'incontro con
Gesù ero un giovane normale (..oggi si direbbe un
bravo ragazzo), economicamente indipendente, avevo
già un lavoro, avevo una bella cerchia di amici; non mi
mancava niente, insomma. Certo, però, devo
confessare che, nonostante tutto, dentro di me
avvertivo un profondo senso di solitudine. Ma ancora
qualcosa doveva accadere per cambiare la mia vita e
questo qualcosa fu un incontro improvviso con un viso
pieno di lentiggini! Questo viso pieno di lentiggini oggi
è mia moglie e fu lei che, per la prima volta, mi pose
davanti il problema di Dio. Ricordo, infatti, un giorno,
mentre discutevamo del più e del meno, mi parlò del
Signore e mi disse che per lei Dio era la cosa più
importante nella sua vita, tanto da metterLo al primo
posto. Quella sua fermezza nel tenere a Dio così tanto
mi incuriosì e lei colse l'occasione per invitarmi ad un
culto evangelico. Quando entrai in chiesa, notai subito
che c'era qualcosa di diverso nell'atmosfera.. ricordo
che rimasi colpito dalla preghiere spontanee che
venivano innalzate a Dio, dai canti; e notai anche che il
fondamento di tutto quello che veniva fatto era la
Bibbia, la Parola di Dio. Così comprai una Bibbia e
cominciai a leggerla. Leggevo, nei Vangeli, di Gesù e
più leggevo, più mi appassionavo e volevo sapere di
più intorno a Lui. Ma questo ancora non costituiva per
me motivo di salvezza. E in quel periodo ci fu
occasione di provare a me stesso che io frequentavo
la comunità non perché quella ragazza mi aveva
invitato a farlo, ma perché dentro di me cominciavo a
realizzare qualcosa. Mia sorella ebbe bisogno di una
visita particolare per cui si doveva andare a Genova.
Mi offrì di accompagnarla e la prima cosa che feci,
prima di partire, fu quella di prendere l'indirizzo della
chiesa di Genova. Già durante il viaggio successe una
cosa meravigliosa: io avevo il vizio del fumo, ma
leggendo la Bibbia avevo appreso che Gesù aveva
promesso che ci avrebbe resi liberi da ogni peccato e
ogni schiavitù. Allora dissi a me stesso: "Se Gesù l'ha
promesso, perché mai devo continuare ad essere
schiavo di questa piccola sigaretta?". Certo, per un
fumatore accanito, è assurdo e difficile non fumare
durante un viaggio, come il mio, di dodici ore. Beh,
grazie a Dio, per tutto il viaggio non ho acceso
nemmeno una sigaretta: il Signore mi ha liberato in
maniera assoluta da questo vizio. Comunque, arrivati a
Genova, l'indomani, sapendo che era giornata di culto,
andai in chiesa. Ad un certo punto del culto, arrivò il
momento delle testimonianze, dove ognuno poteva
condividere con gli altri l'esperienza fatta con il
Signore. E ricordo che sentii in cuore il desiderio di
testimoniare anch'io. Così aprii la Bibbia e lessi il
Salmo 100. E appena iniziai a leggere, un pianto
invase la mia vita, sentivo dentro il mio cuore una pace
indescrivibile: fu allora che realizzai la salvezza in
Cristo Gesù. Il Signore, da allora, ha cambiato
totalmente la mia vita e non avverto più quel senso di
vuoto, di solitudine di cui prima. Sono passati tanti anni
e sono ancora insieme a Dio e certamente ho
moltissimi motivi per non essermi pentito della scelta di
mettere anch'io al primo posto della mia vita il Signore.
Sono grato a Dio per tutto quello che ha fatto in me. E
ho ancora un desiderio: quello di invecchiare, di
vedermi coi capelli bianchi, nella casa del Signore,
insieme a mia moglie e ai miei figli. Iddio sia lodato.
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