ROSARIO BORRELLO
Gesù non è una religione
Per me è motivo di gioia raccontare ciò che Gesù ha
fatto nella mia vita, come è riuscito a trasformarmi,
rendermi un Suo figliuolo. Devo fare una premessa: il
Signore mi ha salvato in un periodo in cui io
frequentavo l'università e stava formandosi in me un
pensiero laico, molto aperto e disposto a credere a
tutte le cose a cui l'uomo può' credere. Quindi non ero
di convincimenti molto religiosi, cioè non accettavo
molto le religioni, perché ritenevo che, della religione,
l'uomo si servisse, soprattutto i religiosi si servissero
per ingannare l'uomo e allontanarlo da Dio. Certo,
credevo in Dio, credevo profondamente nella Bibbia e
credevo che la verità fosse contenuta solamente nella
Bibbia, ma credevo che le religioni allontanassero
l'uomo dalla Bibbia e quindi lo allontanassero da
Dio.Dio, per avvicinarmi a Sé, ha dovuto fare qualcosa
che io non pensavo mai potesse accadere. Ossia,
attraverso una malattia, la malattia che ha colpito mia
madre e che tutt'oggi ha, mi ha portato ad avvicinarmi
a Lui, nella Sua chiesa. Praticamente successe un
miracolo straordinario e lo ricordo perfettamente, come
se fosse un fatto accaduto ieri: lo stesso giorno in cui
io andai per la prima volta in chiesa, fu lo stesso giorno
in cui venne anche mia madre e non ci mettemmo
d'accordo in quella circostanza. Ricordo perfettamente,
anche perché mi colpì un particolare di quel giorno. Più
precisamente il fatto che mia madre, che è un tipo
sensibile e che, nel momento in cui si rende conto di
avere una malattia brutta, che poi gli è stata
diagnosticata, soffre interiormente e si fa prendere
facilmente da crisi depressive. E quella sera successe
che, dopo il culto, pianse, per via del fatto che la mente
ricadeva sempre su quella malattia. Sennonché, come
dicevo prima, successe un fatto straordinario: accadde
che, alcuni fratelli, senza che la conoscessero, si
avvicinarono a lei e la consolarono, addirittura
pregarono per lei. Là vidi qualcosa di diverso rispetto a
quello che pensavo e rispetto alle concezioni che mi
ero fatto sulla religione e i religiosi. Là vidi che c'erano
della persone che amavano a prescindere se erano
fratelli oppure se erano persone che si conoscevano.
Si amava perché si aveva qualcosa dentro che gli era
stato trasmesso. Oggi so che quel qualcosa che
avevano dentro quei fratelli era Gesù, che è l'amore
che si è fatto carne: e quell'amore avevano loro e lo
trasmettevano.Da quel giorno il Signore ha fatto
un'opera bellissima nella mia vita. Le prove non
mancano, le difficoltà non mancano, ma il Signore ce
lo ha detto che, durante il percorso che noi faremo per
arrivare un giorno cielo, noi incontreremo sempre delle
difficoltà o, per lo meno, ne incontreremo: non ha detto
che noi andremo in cielo in carrozza. Però Lo ringrazio
perché, da parte mia, da parte della mia famiglia, di
mia madre e da parte di tutti noi fratelli, abbiamo la
convinzione che, anche nelle difficoltà, così come nelle
situazioni belle, abbiamo il Signore che è sempre con
noi, che ci ama e che ci aiuta. E questa profonda pace,
questa profonda gioia che abbiamo realizzato perché
crediamo alla Sua Parola, ci fa stare tranquilli.E quindi
mi rivolgo a quanti leggono questa mia testimonianza,
io vorrei dire che se tu sei nella difficoltà, se sei nel
bisogno, rivolgiti a Gesù con tutto il tuo cuore; Lui
saprà aiutarti, ti saprà consolare. Se tu hai un peso
dentro, gettalo ai piedi di Gesù, vedrai che Lui ti
sosterrà. Gesù non è una religione. Il signore ci
benedica e ti benedica.
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