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Angeli o Uomini?

Adi Reggio Calabria
Pubblicato da in - Investigate le Scritture ·
In Genesi 6 è riportato un fatto che in alcuni suscita molta perplessità. Si parla di “figliuoli di Dio” che, vedendo le figliuole degli uomini” belle, se le prendono per mogli e ne nascono dei giganti.
Il problema particolare nasce a proposito dei “figliuoli di Dio”. Chi sono: “angeli” di Dio che si corrompono unendosi a delle fanciulle, oppure dei giovani, timorati di Dio, che s’uniscono a delle discendenti di Caino, ribelli e lontane da Dio?
L’espressione “figli di Dio” è usata nelle Scritture sia a proposito degli angeli (Giobbe 1:6; 2:1; 38:7; Salmo 29:1; 89:6), sia a proposito degli uomini credenti, timorati di Dio (Deuteronomio 14:1; 32:5; Salmo 73:15; Osea 1:10).
Noi crediamo che in Genesi 6 questi “figliuoli di Dio” siano degli uomini che discendevano da Seth il quale sostituì Abele e dalla cui discendenza “Si cominciò a invocare il nome dell’Eterno” o “si cominciò a nominare una parte degli uomini del nome del Signore” (Diodati) (Genesi 2:26). Perché crediamo così? Per i seguenti motivi:
a) Gli angeli sono spiriti (Ebrei 1:14)’ e come tali, anche se eccezionalmente assumono una sembianza corporea per rendersi visibili, in realtà non hanno un corpo proprio per cui “non sposano e non sono sposati”, “né prendono né danno moglie” (Marco 12:25; Luca 20:35) come saranno i risorti in grazia di Dio;
b) Se fossero angeli, Dio non se la prenderebbe soltanto con l’uomo, dicendo: “Lo spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo...” (Genesi 6:3), “E l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra... e si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra” (6:5, 6) e disse: “Io sterminerò di sulla faccia della terra l’uomo che ho creato...” (6:7);
c) Se fossero angeli ribelli, come alcuni Intendono, non dovrebbero essere chiamati affatto “figliuoli di Dio” ma diversamente e sarebbero soprattutto loro ad essere puniti e non soltanto l’uomo come invece abbiamo già notato;
d) I figli di Anak e di Rafa (Numeri 13:32, 33; 2 Samuele 21:18-22) come Goliath (1 Samuele 17) erano dei giganti ma la Scrittura non dice affatto che fossero di discendenza angelica.
Una terza ipotesi su questi “Figliuoli di Dio” è molto fantastica. Secondo alcuni “Commentatori” (Il termine è volutamente fra virgolette, n.d.r.) questi sarebbero nientedimeno che i figliuoli che Eva ed Adamo avrebbero avuto prima del peccato. Questo sulla base, al quanto particolare, che Dio disse:
“D’ora in poi partorirai con dolore...”, lasciando supporre, secondo loro, che ci furono altri figli prima di Caino ed Abele, generati prima di aver commesso il peccato. Naturalmente questa tesi oltre che essere fantastica non ha assolutamente nessun fondamento biblico. Noi affermiamo soltanto quello che ci viene esplicitamente detto dalla Parola di Dio. Parliamo quando la Bibbia parla, e taciamo quando la Bibbia tace. In questo caso la Parola di Dio non si esprime e noi preferiamo non esprimerci, né andare dietro ad ipotesi fantastiche.
E allora? I “figliuoli di Dio” erano i discendenti di Seth (Genesi 4:26) i quali sarebbero dovuti rimanere fedeli a Dio anche nella scelta di una moglie tra la loro stessa gente e invece la cercarono tra le discendenti ribelli di Caino che era lontano “da/cospetto dell’Eterno” (Genesi 4:16).
La conseguenza fu la nascita di persone anormali, di giganti.
Essi trasgredirono dunque per primi quell’ordine divino di “non accoppiarsi con gli infedeli” in seguito tanto sottolineato da Dio (Genesi 24:2-4; Esodo 34:15, 16... 1 Corinzi 7:39; 2 Corinzi 6:14-18).
Insomma il Signore, fin dai primi capitoli delle Scritture, vuoI evidenziare quella purezza e quella santità che devono curare e procacciare quanti Lo invocano e Gli appartengono.
Egli, facendo notare le conseguenze dell’infedeltà alla Sua volontà, ricorda quella parola che dice: “Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo” (Levitico 11:44; 1 Pietro 1:15,16).
Lo Spirito Santo non vuoi contendere con l’uomo (Genesi 6:3), ma brama il vero credente nel quale abita fino alla gelosia (Giacomo 4:5).
Dio è amore e “l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma dell’Eterno” (Cantico dei Cantici 8:6). Giovani, fratelli, sorelle che temete Iddio, la Scrittura, anche nelle sue pagine più difficili e misteriose, non ci è stata data per la speculazione fantastica delle nostre menti carnali, ma affinché, leggendola, ne sappiamo cogliere sempre un messaggio per ciascuno di noi, un messaggio di appartenenza a Dio, un messaggio di consacrazione, un messaggio di certezza di vita eterna.

Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"




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