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Come faccio ad essere certo della volontà di Dio nelle scelte che compio?

Adi Reggio Calabria
Pubblicato da in - Investigate le Scritture ·
 
La domanda assume un particolare valore perché, se come cristiani crediamo che Dio abbia un piano ed un programma specifico per ciascuno di noi, di fonda­mentale importanza è la percezione e la certezza della Sua volontà per la nostra vita.
Siamo quotidianamente obbligati a compiere delle scelte e come cristiani de­sideriamo che siano in armonia con il piano che Dio, nostro Creatore e Salva­tore, ha predisposto per noi. Decifrare tale piano, conoscere e seguire la guida divina è quanto mai impor­tante per ciascun credente.
Esistono diverse tendenze a questo proposito.
 
LA TENDENZA MISTICA
Vale a dire quella che cerca di comprendere la guida divina per le proprie scelte attraverso sogni, visioni, profezie e segni.
Certo, Dio guida individualmente anche con questi metodi, tuttavia essi debbono essere utilizzati con molto “discernimento” e moderazione.
La regola dell’ ”equilibrio” è quanto mai necessaria perché spesso ve­niamo a trovarci su un terreno pericoloso.
Un sociologo famoso, anche se non può essere considerato un’auto­rità in materia di fede proprio per la sua particolare specializzazione, ha suggerito che la differenza tra magia e religione è la seguente:
“La magia manipola Dio perché adempia i nostri desideri. La reli­gione (nel senso comune del termine), invece, ci fa sentire soggetti alla volontà di Dio”.
Certamente, considerare il rapporto tra il credente e Dio soltanto come soggezione non corrisponde al concetto della vera religione cri­stiana che è: “Legame d’intimità con Dio”. Quindi, la relazione tra Dio e il cristiano è fondata su un rapporto di comunione con Lui. Tuttavia, bisogna riconoscere che spesso la tendenza mistica può condurre ad un passo da quel rapporto di magia che tenta di manipolare Dio e di pie­garLo ai nostri piani e alla nostra volontà.
Così, può accadere quello che accadeva ad Israele:”Il mio popolo consulta il suo legno, e il suo bastone gli dà delle istruzioni…” (Osea 4:12).
 
LA TENDENZA RAZIONALE
L’altra tendenza è quella che utilizza quei mezzi che costituiscono il patrimonio naturale di ogni essere umano.
Alcuni si rivolgono per consiglio e guida a persone che, sono certi, possono aiutarli a vedere attuati i loro progetti, e le consultano soltanto perché si prefiggono un loro coinvolgimento.
Altri, per natura pigri ed immaturi, preferiscono che persone consi­derate più sagge si assumano la responsabilità di decidere al loro posto, e dicono: “Decidi, farò tutte le scelte che mi suggerisci”.
In questo caso il consigliere deve assumersi responsabilità che non gli competono e che, in ultima analisi, possono comprometterlo.
Altri ancora hanno l’abitudine di esprimere, come per caso, le loro perplessità in presenza di amici e parenti, nella speranza di un interven­to risolutore non esplicitamente richiesto, ma auspicato, che li liberi dalla responsabilità di compiere una scelta.
 
LA TENDENZA DELLA FEDE
E’ quella esercitata da colui che crede sinceramente in Cristo e nella Parola di Dio, che trova la risposta nella Bibbia, nella conferma interiore dello Spirito Santo e nelle circostanze esterne favorevoli. Qualcuno ha detto a proposito di queste tre fonti di luce: “Unisci questi tre fari guida e ben presto troverai il porto dove attraccare la tua navicella”.
E’questa tendenza della fede, da alcuni definita intelligente e logica, che ci può garantire la possibilità di conoscere il pensiero divino sulle nostre scelte individuali.
Il primo mezzo è la Bibbia: “La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). “… Iddio dà all’uomo ch’Egli gradisce sapienza, intelligenza e gioia; …” (Ecclesiaste 2:26). “Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a cor­reggere, a educare alla giustizia” (II Timoteo 3:16).
La Sacra Scrittura è fonte inesauribile di sapienza. Unica e autorevo­le guida della nostra vita e della nostra condotta.
Il secondo mezzo è la conferma interiore dello Spirito Santo.
Ogni figliuolo di Dio possiede la testimonianza interiore dello Spirito di Dio, Infatti, è scritto: “Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio” ( Romani 8:16). Quando prendiamo qualche decisione contraria alla volontà di Dio, lo Spirito Santo presente nel cuore del credente si avvilisce e si affligge, per questo è scritto: “E non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:30).
Mentre, quando seguiamo l’indicazione dello Spirito Santo, allora realizziamo serenità, pace e gioia. Abbiamo la conferma dell’opera Sua in noi e si manifesta ciò che avvenne ai discepoli che”… eran pieni d’al­legrezza e di Spirito Santo” (Atti 13:52).
 
LE CIRCOSTANZE FAVOREVOLI
Quando ci troviamo nella volontà di Dio e le nostre scelte sono ap­provate da Lui, allora Egli stesso apre la via dove non c’è via. Trova una soluzione, quando sembra che non ve ne sia alcuna, perché il Signore che serviamo è Colui che “… apre e nessuno chiude, …” (Apocalisse 3:7). L’apostolo Paolo poteva dire in una circostanza “… una larga por­ta mi è qui aperta ad un lavoro efficace, e vi sono molti avversari” (I Co­rinzi 16:9).
In altre situazioni, quando le porte erano chiuse e sbarrate, lo stesso apostolo e i suoi compagni non le forzarono, ma riconobbero la sovra­nità di Dio nella loro vita. Così quando “… tentarono d’andare in Biti­nia; … lo Spirito di Gesù non lo permise loro” (Atti 16:7).
Altro mezzo è quello di chiedere consiglio ai nostri fratelli nella fede. Per questo il Signore ci ha posti in una comunità locale che onora “Tut­to l’Evangelo”, perché possiamo aiutarci l’un l’altro con la preghiera e l’esortazione. In quel: “… esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, …” (Ebrei 3:13) c’è l’invito ad esprimere i nostri pensieri ed a chiedere con­siglio.
Infine, abbiamo a disposizione anche la possibilità dell’esame perso­nale.
Domandiamoci sinceramente: la scelta che sto per fare mi eleva spi­ritualmente? Mi avvicina a Dio? Contribuisce all’edificazione dell’ani­ma mia? E’ di buona testimonianza per il mio prossimo? Persegue lo scopo di onorare Dio e la causa dell’Evangelo?
Se, con onestà, riconosciamo di non poter rispondere affermativa­mente, vuol dire che è contro la volontà di Dio per noi.
 
 
 
Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito da ADI-MEDIA



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