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Liberazione dalle relazioni umane compromesse

Adi Reggio Calabria
Pubblicato da in - Riflessioni Bibliche ·

(1 Samuele 18)

Nella storia del biblico re Davide, c’è una pagina della sua vita che mostra le sue relazioni umane compromesse.Mentre questi era ancora un giovane di diciassette anni, bello e biondo, senza caratteristiche di guerriero, egli fu usato dal Signore per concedere ad Israele -oppressa dai Filistei- una gran liberazione.

Come spesso capita a chi non si arrende a Dio per essere Suo strumento, il regnate re Saul vide altri essere usato quale liberatore d’Israele con l’uccisione del gigante Goliat.

Al ritorno dalla vittoria,secondo il costume dell’ epoca: ”le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: "Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila".Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero e disse: "Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille! Non gli manca altro che il regno!".La gelosia non controllata,produsse rancore ed odio,infatti: “da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio”.

Ripetutamente il giovane Davide cercò di dimostrare a Saul l’infondatezza delle sue preoccupazioni e sembrava convincerlo:”Poi disse a Davide: "Tu sei piú giusto di me, poiché tu mi hai reso bene per male, mentre io ti ho reso male per bene” (I Sam. 24:18);tuttavia, accecato,ricadeva poi nell’odio dovuto alla gelosia e cercava di uccidere Davide.

Come Credenti bisogna evitare che le proprie relazioni possano compromettersi, ma se accade bisogna credere che si possono guarire.

Come si stabiliscono
Spesso si costituiscono per timore: ”Quando Saul vide che egli riusciva molto bene, cominciò ad aver paura di lui” (v.15).

La paura è sovente dovuta all’orgoglio:”Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero e disse: "Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille! Non gli manca altro che il regno!" (v.8)

La paura si fa spazio nell’allontanamento da Dio: “Saul aveva paura di Davide, perché il SIGNORE era con lui e si era ritirato da Saul” (v.12)

La paura è conseguenza della doppiezza: ”Saul disse a Davide: "Ecco Merab, la mia figlia maggiore; io te la darò in moglie; solo sii per me un guerriero valente, e combatti le battaglie del SIGNORE"…Ma quando giunse il momento di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu invece data in sposa ad Adriel” (vv.17,19).Fu un inganno indegno di un Re credente.

La paura è anche in relazione all’empietà non repressa, ma coltivata: ”Or Saul diceva tra sé: "Cosí non sarà la mia mano a colpirlo, ma la mano dei Filistei" (v.17b).Invece di ravvedersi,continuava in un’escalation di peccato confemando la verità biblica: “Un abisso chiama un altro abisso” (Salmo 42: 7)

Le relazioni umane compromesse si stabiliscono anche per la perseveranza nella malvagità.

Dopo la prima ambigua e fallita offerta di matrimonio,Saul ne fece una seconda:” Mical, figlia di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul e la cosa gli piacque.Saul disse: "Gliela darò, perché sia per lui una trappola ed egli cada sotto la mano dei Filistei". E gli disse a Davide: "Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventare mio genero".Fu così che:” gli diede in moglie Mical, sua figlia. Saul vide e riconobbe che il SIGNORE era con Davide; e Mical, figlia di Saul, l'amava” (v.28).

Periodicamente Saul ritornava alla sua follia e cercava di uccidere il genero ,fino alla propria morte. La sua storia insegna che:”L'uomo che, dopo essere stato spesso ripreso, irrigidisce il collo, sarà abbattuto all'improvviso e senza rimedio”.

Spesso i problemi sorgono perché si fanno preferenze,non solo per paura o perseveranza nella malvagità.

Un figlio discriminato dal padre non evitò gli stessi errori;nella famiglia di Giacobbe il preferito per la giovanissima età era Giuseppe:”Israele amava Giuseppe piú di tutti gli altri suoi figli, perché era il figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste lunga con le maniche”. I suoi fratelli vedevano che il loro padre l'amava piú di tutti gli altri fratelli; perciò l'odiavano e non potevano parlargli amichevolmente” (Genesi 37:3,4)

PROTEZIONE EFFICACE



Non saranno certo amuleti e formule a proteggere dal malocchio od altre forme di superstizione.

Pur ribadendo che - spesso - l'origine di certe manifestazioni e credenze è più nell'immaginario popolare o frutto di menti deboli, bisogna riconoscere che, a volte, si è in presenza d'autentici fenomeni spirituali di origine diabolica.

L'uomo non è solo nella battaglia contro " le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti ", a sua disposizione il Signore ha messo alcuni strumenti.

Prima di tutto gli è consigliato: " Rivestitevi della completa armatura di Dio, onde possiate star saldi contro le insidie del diavolo; " ( Ef. 6: 11 ).

Nelle componenti di quest'equipaggiamento, Dio ha previsto anche "l'elmo della salvezza".

Serve a proteggere la mente che è appunto l'oggetto degli attacchi diabolici.

Procura ed alimenta come oggetto dei pensieri tutte le cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, in cui è qualche virtù e qualche lode di cui scrive l'apostolo Paolo ai credenti Filippesi.

Secondariamente bisogna esercitare l'autocontrollo " e non fate posto al diavolo ". ( Ef. 4: 27 ); altri traducono "non date ospitalità".

In qualche maniera questo è vero anche per gli increduli. Un non incline a ritenere vere certe superstizioni, difficilmente sarà influenzato da forze demoniache.

In un momento negativo della sua vita con Dio, Giobbe affermò " mi piombano addosso i mali che temo e mi capita proprio quel che mi spaventa ".

Le parole di Gesù sono così trasformate e realizzate al contrario "siati fatto secondo la tua paura" invece che " secondo la tua fede ".

La paura, infatti, è una fede negativa, se si esercita autocontrollo satana non troverà ospitalità.

In terzo luogo occorre vigilare: " Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. ”. ( I° Pietro 5: 8 ).Il leone della tribù di Giuda è Gesù ma Satana lo scimmiotta anche in questo atteggiandosi a leon ruggente, una sobria veglia consentirà di non lasciarsi vincere e neanche spaventare.

In quarto luogo è necessario un'azione positiva: "… Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. ”. ( Giacomo 4: 7 ).

Non si tratta di vivere in un eterno stringere i denti quanto, invece, sottomettere al Signore tutto di sé.

Infine è utile ricordare che i cristiani, seppure accusati giorno e notte dal diavolo, è scritto che " Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza… " ( Apocalisse 12: 11 ).

Non l'uso del sangue versato da Gesù come formula magica ma una testimonianza che parli, saranno le armi che vinceranno il diavolo.

Dinanzi ad un fenomeno a diffusione universale qual è la credenza nelle superstizioni, si ricordi la sua origine spesso diabolica e la protezione efficace che la grazia divina offre.

Gesù è morto per distruggere " colui che aveva l'imperio della morte, in altre parole il diavolo, e liberare tutti quelli che per il timore della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. ”.





Davide Di Iorio




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