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Occultismo

Adi Reggio Calabria
Pubblicato da in - Riflessioni Bibliche ·

OCCULTISMO

Anche religioni che si definiscono cristiane credono che la “comunione dei santi” possa prevedere comunicazioni Terra-Purgatorio-Paradiso, pur avvertendo e mettendo in guardia dal pericolo della superstizione, idolatria, tranelli del Diavolo,
Va subito precisato che i veri Cristiani non credono nell’esistenza di un Purgatorio e neanche a comunicazioni con i defunti. La Bibbia proibisce questi “contatti” perentoriamente.
Nel passato l’occultismo era comune tra gli Egiziani, i Babilonesi, gli Assiri.
La stessa Bibbia accenna a maghi che imitarono i segni miracolosi compiuti da Mosè in presenza del Faraone. L’apostolo Paolo indica i nomi di due di loro: “E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro (falsi credenti) si oppongono alla verità” (2 Tim. 3:8). Il profeta Daniele scrisse: “Il re fece chiamare i magi, gli incantatori, gli indovini e i Caldei perché gli spiegassero i suoi sogni” (2:2). Ancora un re Babilonese, Baldassar, “gridò che si facessero entrare gli incantatori, i Caldei, e gli astrologi” (5:7).

PROBLEMA DI SEMPRE
Le proibizioni della legge di Mosè in proposito gettano luce sull’ambiente cananeo che gli Ebrei avrebbero trovato al loro arrivo in Palestina: “Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro; né mago, incantatore, chi consulta gli spiriti, dica la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il Signore sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te” (Dt. 18:10,12). La pena estrema prevista per i dediti a negromanzia ed indovinazione fa capire chiaramente l’avversione divina a tali pratiche. In ogni caso il popolo del Signore doveva essere diverso: “Tu sarai integro verso il Signore... quelle nazioni che tu spodesterai danno ascolto agli astrologhi ed indovini. A te, invece, il Signore, il tuo Dio, non lo permette. Per te il Signore... farà sorgere tra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto” (Lev. 18:13,14,15). Purtroppo non fu così. Il Profeta venne, ma ancora al tempo dei re ebrei è riportato: “fecero passare per il fuoco i loro figli, si applicarono alla divinazione e incantesimi e si diedero a fare ciò che è male agli occhi del Signore provocandolo”.
Il mondo biblico antico ha sempre coltivato un culto dei morti spesso anticamera dell’occultismo, perciò il divieto: “Non praticherete divinazione o magia. Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, e non ti raderai i lati della barba. Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi farete tatuaggi addosso. Io sono il Signore” (Lev. 19:26-28). L’ultima affermazione: “Io sono il Signore” equivale a dichiarare che occultismo significa servire altri dei; il primo comandamento recita infatti: “Io sono il Signore, il tuo Dio, non avere altri dei oltre a Me”. Anche l’apostolo Paolo sottolineò il binomio demoni-idolatria: “le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio”. Nell’Apocalisse è previsto per la Grande Tribolazione: “gli uomini non cessarono di adorare i demoni e gli idoli d’oro, argento, rame, pietra, legno” (9:20). Sempre a proposito di culto dei morti, è da dire che la posizione cristiana riguardo alla cura dei defunti è per questo limitata ad una eventuale semplice manutenzione del luogo dove sono conservati. Il maniacale interessamento domenicale, ed anche più frequente, della conservazione dei morti ed abbellimento delle tombe, può degenerare in colloqui, contatti... che costituiscono una porta aperta al Diavolo.

COME RICONOSCERLO
Anche oggi le pratiche occulte sono sempre più popolari. Tre elementi comuni permettono di stabilire di essere in presenza di tale fenomeno.

(1) Rivelazioni di conoscenze non conseguibili con i cinque sensi umani.

La serva posseduta da uno “spirito di divinazione” incontrata dall’apostolo Paolo a Filippi,
città macedone, faceva l’indovina grazie ad esso. Altre versioni rendono “spirito di Pitone”,
uno dei nomi di Apollo. Questa falsa divinità, si diceva, nascendo aveva ucciso il serpente
custode di Delfi che doveva perseguitare sua madre Latona. La pitonessa di Delfi veniva
consultata per conoscere il futuro: il suo balbettare veniva interpretato da altri e
considerato oracolo divino. Forse si trattava di una ventriloqua, certamente di una parodia
satanica del dono delle lingue e dell’interpretazione. In realtà più che conoscere il futuro
Satana lo “prepara”. Attraverso i demoni e gli uomini da loro posseduti egli può “creare”
certe situazioni che poi indicherà a quanti lo cercano. I credenti non ricercano questa
conoscenza: “Se vi si dice: < che sussurrano e bisbigliano>>, rispondete: < Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi? Alla legge! Alla testimonianza!>>. Se il
popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora!”.
Il futuro è stabilmente nelle mani del Signore: “Le cose occulte appartengono al Signore
nostro Dio” (Dt. 29:28) ed il credente rimette semplicemente la sua sorte in Lui che
opererà.
(2) Contatto con potenze soprannaturali malefiche.

Ogni forma di contatto è severamente vietata dalle Sacre Scritture: “I vostri profeti, che
sono in mezzo a voi, e i vostri indovini non vi ingannino, e non date retta ai sogni che fate”
(Ger. 29:8).
Gesù e poi lo stesso apostolo Paolo, comunque, rifiutarono persino gli elogi di potenze
occulte. E’ riferito che essi reagivano alla presenza del Maestro: “Sei venuto per mandarci
in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!”. Gesù lo sgridò: ”Sta zitto ed esci da costui..”
“..scacciò molti demoni e non permise loro di parlare perché lo conoscevano”. Qualcosa di
analogo accadde all’apostolo Paolo che “infastidito si voltò e disse allo spirito: Io ti ordino
nel nome di Gesù Cristo che tu esca da costei”.
(3) Intervenire e sensibilizzare persone non presenti
Il colloquio narrato da Gesù tra il ricco ed Abraamo circa il povero Lazzaro apre uno
spiraglio di luce sul mondo dei defunti fino a quei giorni. Il soggiorno dei morti è descritto
come luogo di (Lc. 16):
(a) strazio: “E nell’Ades, essendo nei tormenti” (v.23 a);
(b) consapevolezza: “..ed esclamò: Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda
Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché
sono tormentato in questa fiamma” (v.24);
(c) memoria: “Ma Abraamo disse: Figlio, ricordati che tu nella vita hai ricevuto i tuoi
beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali” (v.25);
(d) condizione immutabile: “...fra noi e voi è posta una grande voragine, perché
quelli che vogliono passare di qua a voi, non possano, né di la si passi da noi” (v. 26).
(e) responsabilità: “Ti prego.. che tu lo mandi a casa di mio padre... affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”. Abraamo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”. Ed egli: ”No... ma se qualcuno dei morti va a loro si ravvederanno”. Abraamo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”(vv. 27-31).
Da questo dialogo si evince che ogni contatto tra defunti peccatori e santi è vietato e che
ogni colloquio tra essi ed i viventi non è consentito. I cambiamenti intervenuti con la morte
e resurrezione di Gesù hanno ulteriormente approfondita questa impossibilità (cfr. Ef. 4:
8-10).
I pochi episodi di defunti biblici riapparsi sono eccezioni “permesse” da Dio.
Per esempio il profeta (1 Samuele 28) ricevette il permesso di apparire alla Maga perché
Saul il re, in una condizione di ribellione a Dio da trentasette anni e quindi di peccato a
morte, non riuscì a stabilire la comunione con Dio (v. 15 b) e perciò Samuele fu incaricato
di rivelargli l’immediato futuro.
Dall’episodio si comprende che i morti evocati :
a. non possono rispondere: l’evocatrice “urlò” spaventata vedendo realmente Samuele... non era il solito demone travestito (v.12);
b. sono infastiditi: “Perché mi hai disturbato, facendomi salire?” (v. 15a);
c. conservano la memoria: “Il Signore ha agito come ti aveva annunziato per mezzo mio” (v. 17 a).
Altri due defunti apparsi sono Mosè ed Elia sul monte della trasfigurazione. Anche qui si tratta di permessi divini accordati per sottolineare “dalla magnifica gloria” la superiorità di Gesù sulla legge (Mosè) ed i profeti (Elia) e quindi il nuovo corso della Grazia: “Questo è il mio Figlio Diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo“ (Mt. 17:5).
Questa pratica diabolica non ha quindi giustificazione biblica ed è invece proibita da Dio.
Essa costituisce una “porta aperta” al diavolo che finisce per dapprima influenzare,
ossessionare, oppressare ed infine possedere coloro che lo ricercano.
La sorte riservata ai sette popoli della Palestina, cui subentrarono gli Ebrei, e quella subita
dai grandi Imperi del passato come Egiziani ed Assiro-Babilonesi ed altri ancora,deve
mettere in guardia chiunque dal farlo.
La Scrittura riserva lo stagno ardente di fuoco e di zolfo a quanti sono dediti
all’occultismo,infatti è scritto nell’Aspocalisse: “Ma per … gli stregoni…, la loro parte
sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda".


Davide Di Iorio





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